“Mens sana in corpore sano”, un’anima sana e un corpo sano, è quanto secondo Giovenale (I sec d.C.) bisognava chiedere alla divinità, perché queste sono le due cose più importanti per la vita dell’uomo. Giovenale precorreva i tempi; oggi sappiamo che l’uomo è una unità psiche-corpo, inscindibilmente connessi e influenzantisi a vicenda. La ricerca ha rivelato le basi biochimiche e molecolari di questa interdipendenza e sta chiarendo i meccanismi con cui la psiche ha influenza sui vari organi e apparati. La prima rivoluzionaria scoperta risale agli anni 70 del secolo scorso, quando fu dimostrato che la mente e il sistema immunitario comunicano tra loro; successivamente sono state documentate connessioni della psiche-cervello anche con il sistema nervoso autonomo, che regola molte funzioni dell’organismo, da quelle del sistema digestivo a quelle del sistema cardiocircolatorio. L’integrazione mente-corpo è mediata dall’asse ipotalamo-ipofisi-corticosurrene e dal sistema nervoso autonomo, principali sistemi di regolazione e di adattamento dell’organismo, che agiscono attraverso trasmettitori neuroendocrini ed ormoni del metabolismo; da questi avanzamenti delle conoscenze è addirittura nato un nuovo settore scientifico, la PsicoNeuroEndocrinoImmunologia. La dimensione psichica, lo stato d’animo, le emozioni sono in grado di influenzare l’organismo, la salute della mente influenza quella del corpo e viceversa. Uno stato di stress cronico si associa a riduzione delle difese immunitarie, che può facilitare l’insorgenza di malattie infettive ed esporre a un maggior rischio di neoplasie. Così è dimostrato che le emozioni fonte di sofferenza, come la collera, la paura, l’ansia, la tristezza, la depressione e in generale le emozioni negative, aumentano la suscettibilità alle malattie (Ferrari et al PLoS Med 2013) tra cui diabete, obesità, ictus, demenza, ulcera, e in generale sono fattori di rischio per la salute, in particolare per il sistema cardiocircolatorio, che è fra i più vulnerabili allo stress (Penninxet BW et al Neurosci Biobehav Rev 2017). Anche le cronache riportano casi di morte improvvisa di origine cardiovascolare causata da situazioni fortemente stressanti (morte del coniuge, eccessi di paura o di rabbia): è documentato che gli individui che soffrono di depressione hanno un aumentato rischio di infarto; l’ansia cronica appare fattore di rischio per coronaropatia (Fioranelli et al Frontiers in Immunology 2018). Altrettanto noti sono i legami fra apparato gastrointestinale e sfera emotiva. Il 50-60% dei pazienti affetti dalla più comune tra le patologie gastrointestinali, la sindrome dell’intestino irritabile, soffre di disturbi di ansia o depressione. Tra le patologie polmonari, l’asma è risultata correlata alla depressione che, a sua volta, è risultata un fattore di rischio di morbilità e mortalità per l’asma stessa (Nejtek et al. 2001). Le strette connessioni tra emozioni e organismo risultano anche dalla ripercussione negativa delle patologie organiche sullo stato emotivo. Un semplice raffreddore o influenza rende abulici, tristi, depressi, e in caso di grave malattia, si è in preda alle emozioni negative e si cade in depressione. È quindi necessario che la medicina si occupi non solo della cura della patologia, ma consideri anche la realtà psicoemotiva e sociale del paziente come una componente normale e necessaria dell’assistenza medica. D’altra parte il paziente dovrebbe acquisire consapevolezza e controllo delle emozioni negative, migliorare il suo benessere mentale, avere un atteggiamento positivo e ottimista, dando significato e scopo alla propria vita, cercando di raggiungere la condizione di “mens sana in corpore sano”, richiesta da Giovenale alla divinità.
Angelo Gatta
Professore
Emerito
di Medicina Interna
Università

