La Regione del Veneto ci crede e si sta organizzando per raggiungere tale obiettivo. È un percorso iniziato nel 2014 con l’arrivo in commercio dei farmaci antivirali ad azione diretta (DAA), e che porterà a raggiungere entro qualche anno la maggior parte dei pazienti affetti da HCV.
Fino a qualche mese fa l’impegno della Regione si era dedicato esclusivamente ai pazienti che necessitavano, per gravità ed urgenza, di un accesso al trattamento in tempi brevi; ci si è pertanto impegnati ad aumentare il numero di Centri Hub prescrittori dei DAA (ad oggi 35 Unità Operative sparse uniformemente sul territorio), fornendo agli stessi delle chiare direttive sia sulle corrette modalità di impiego delle terapie che sulla programmazione annuale dei pazienti che si stimava potessero essere avviati al trattamento; alcune di queste iniziative sono state possibili anche grazie al collegamento in rete dei Centri Hub&Spoke attuato attraverso la piattaforma Navigatore e all’inserimento, da parte degli stessi, dei flussi di pazienti con HCV afferenti indipendentemente dallo stadio di malattia.
Le attività svolte in questi anni hanno permesso alla Regione del Veneto di trattare, ad oggi, più di 10.000 pazienti, con una spesa che per l’acquisto di farmaci è stata di circa 320 milioni di euro (triennio 2015-2017), di cui 120 milioni erogati attraverso il finanziamento statale previsto dalla legge di stabilità 232/2016 e altri 160 milioni rientrati attraverso note di credito. Di conseguenza la Regione ha sostenuto nel triennio una spesa di circa 40 milioni.
Nel 2017 si è entrati in una nuova fase: la riduzione dei prezzi delle terapie e l’estensione della rimborsabilità dei DAA a tutti i pazienti con infezione da HCV, ha messo la Regione e tutto il personale sanitario direttamente coinvolto nella gestione di tale patologia, davanti a una possibilità molto ambiziosa, ovvero quella di ridimensionare l’epidemiologia della malattia puntando ad eliminare l’infezione. Per raggiungere questo obiettivo, la giunta regionale ha dato formalmente avvio a un programma di eliminazione dell’epatite C, istituendo una Cabina di regia a cui ha affidato il compito di mettere a punto le relative strategie esplicitando tempi, risorse ed indicatori di processo (DGR n. 791 del 08 giugno 2018).
Le azioni da mettere in atto sono numerose ma per iniziare è necessario conoscere quanti pazienti sono HCV positivi in Regione. Ci si sta pertanto focalizzando su due fronti: per la popolazione generale si stanno pianificando delle procedure per analizzare i dati delle microbiologie e dei laboratori analisi con l’obiettivo di individuare tutti i pazienti HCV-RNA positivi ancora da trattare e che necessitano di essere richiamati per una valutazione medica; parallelamente, si sono coinvolti Ser.D e carceri al fine di definire dei modelli di “micro-eliminazione” per i pazienti a più alto rischio che permettano l’identificazione, presa in carico e monitoraggio dei pazienti infetti.
Le fasi successive prevedono: la definizione di specifici e uniformi percorsi di presa in carico e avvio al percorso diagnostico-terapeutico del paziente in diversi contesti – anche attraverso l’implementazione di una nuova piattaforma Navigatore – il coinvolgimento e la formazione di Medici di Medicina Generale e farmacisti ospedalieri e la sensibilizzazione dei cittadini attraverso la divulgazione di materiale informativo da rendere disponibile presso gli ambulatori, distretti e farmacie private-convenzionate.
È un progetto che si sta delineando fase dopo fase e che mette la Regione di fronte a un radicale cambio di prospettiva, ovvero il passaggio dal curare una malattia al curare un’infezione affinché questa non si diffonda; un approccio che passa da una visione di salute individuale a uno di salute pubblica.
Domenico Mantoan
Direttore Generale Area Sanità e Sociale, Regione del Veneto
Giovanna Scroccaro
Direttore Direzione Farmaceutico, Protesica, Dispositivi Medici, Regione del Veneto
Margherita Andretta

