La malnutrizione rappresenta una delle più frequenti complicanze nei pazienti con malattia epatica e colpisce fino al 20-50% di questa popolazione. La componente più rilevante della malnutrizione in questi pazienti è rappresentata dalla perdita progressiva e generalizzata della massa muscolare, denominata “sarcopenia”, a cui si associa un rischio maggiore di complicanze e una minor sopravvivenza a lungo termine.
La malnutrizione può associarsi a numerosi meccanismi: introito calorico inadeguato, per anoressia, nausea e vomito, modificazioni del gusto e diete poco appetibili; maldigestione e/o malassorbimento; alterazioni del metabolismo energetico causate da ipermetabolismo.
Spesso sono proprio le limitazioni dietetiche con eccessive restrizioni idriche e saline a determinare un regime alimentare completamente inadeguato.
In risposta a queste evidenze sono state finalmente proposte dalla comunità scientifica internazionale delle nuove raccomandazioni in termini di alimentazione nel contesto della malattia epatica.
Molto di quello che si sente o si legge sulla relazione tra cibo e fegato ha limitate prove scientifiche ed in generale una buona alimentazione variegata è la prima raccomandazione per tutti i pazienti in quanto praticamente nessun cibo, a parte l’alcol, danneggia effettivamente il fegato o è realmente controindicato
nei pazienti con malattia epatica cronica. Per quanto riguarda la cadenza dei pasti bisognerebbe dividere l’assunzione di cibo in tre pasti principali (colazione, pranzo, cena) e 3 spuntini (metà mattina, metà pomeriggio, tarda sera), l’ultimo in particolare è il più importante perché copre il lungo intervallo di digiuno tra la cena e la colazione.
In merito a cosa mangiare gli esperti consigliano di assumere più frutta e verdura possibile, in base a quanto tollerata, e un adeguato introito di proteine sia animali che vegetali. Il sale da cucina, da sempre visto come grande “nemico” dei pazienti con malattia epatica, non deve essere eliminato dalla dieta, ma assunto con moderazione. Esistono delle condizioni cliniche, come la presenza di encefalopatia epatica, diabete, obesità che richiedono alcuni accorgimenti dietetici che devono essere concordati con il medico o il dietologo. Con queste ultime linee guida forse avremo finalmente un’arma in più per rispondere al più grande dilemma dei nostri pazienti: “Dottore, cosa posso mangiare?”
EASL Clinical Practice Guidelines on nutrition in chronic liver disease; J Hepatol, Published online: August 22, 2018
Elia Vettore

