LA FONDAZIONE PREMIA LA DOTTORESSA BUCCIONE
In occasione del XX Convegno In¬ternazionale “Attualità e Prospettive in Epatologia”, Presidente Prof. A. Gatta, tenutosi al Policilinico Uni¬versitario di Padova il 18 Novembre 2010, la Fondazione Lionello Forin Hepatos Onlus ha istituito un premio da conferire alla miglior co¬municazione scientifica presentata oralmente.
Il premio, consegnato dal Presiden¬te della Fondazione, Michele Forin è motivato dall’importante contribu-to della ricerca sulle epatopatie del fegato.
Di seguito ospitiamo la Dott.ssa Daniela Buccione, vincitrice del no¬stro premio, con la seguente comu-nicazione: SCCA-IgM SIERICO COME PREDITTORE DI CARCINOMA EPATOCELLULARE NEI PAZIENTI CIRROTICI.
L’epatocarcinoma, quinto tumore più comune e terza causa di morte per cancro nel mondo, insorge su fegato cirrotico in più dell’80% dei casi. In Occidente ed in Giappone l’infezione cronica da virus dell’epatite C è il principale fattore di rischio per tumore epatico. La sorveglianza dei pazienti a rischio, basata sulla ripetizione semestrale di ecografie addominali, permette di fare diagnosi precoce di malattia, quando il tumore è curabile, in molti casi, con un notevole miglioramento della prognosi. Inoltre, l’applicazione della sorveglianza ai soli pazienti a più alto rischio, eviterebbe indagini inutili, migliorando il rapporto costo/beneficio di questa pratica. Tuttavia, ad oggi non è disponibile uno strumento clinico/laboratoristico in grado di stratificare la popolazione cirrotica in base al rischio di sviluppo di tumore.
Nelle fasi iniziali della crescita tumorale si verifica un’espressione aberrante di una molecola, chiamata SCCA, che è un normale componente degli strati cutanei, ma è espressa anche da alcune cellule maligne. Inoltre, i livelli sierici di un immunocomplesso formato da SCCA ed immunoglobuline IgM (SCCA-IgM) risultano aumentati nella maggioranza dei pazienti con tumore epatico. Nel nostro studio abbiamo verificato la capacità del complesso SCCA-IgM di identificare, tra i pazienti con cirrosi HCV-correlata, quelli con rischio trascurabile di insorgenza del tumore che, come tali, risultano candidati non ottimali alla sorveglianza. Abbiamo analizzato i livelli sierici di SCCA-IgM in una corte di pazienti con cirrosi HCV-correlata: 29 con diagnosi di HCC durante il periodo di studio e 28 liberi da tumore, simili ai precedenti per sesso, età e funzione epatica residua. Il miglior valore discriminante di SCCA-IgM fra pazienti con e senza tumore, pari a 200 AU/ml, è in grado di identificare i pazienti a basso rischio di insorgenza di tumore epatico a 12 mesi dal dosaggio del marcatore. Con un’incidenza di tumore del 3% (analoga alla pratica clinica), questo valore esclude temporaneamente dalla sorveglianza ecografica ben il 60% della popolazione, con un rischio annuo di mancata diagnosi dell’1.2%, accettabile in quanto inferiore alla soglia stimata di costo/efficacia della sorveglianza nella cirrosi (1.5%). Se studi prospettici, condotti su ampie casistiche, confermeranno questi dati iniziali, il monitoraggio annuale dell’immunocomplesso SCCA-IgM potrebbe divenire un ausilio per discriminare i pazienti per i quali la sorveglianza è necessaria da quelli nei i quali tale pratica ha un costo/efficacia inadeguato.
Daniela Buccione

