Le varici esofagee in corso di cirrosi sono la conseguenza dell’aumento della resistenza al flusso del sangue attraverso il fegato divenuto estesamente fibrotico. Esse costituiscono uno dei principali problemi clinici dei pazienti con cirrosi perché possono andare incontro a rottura, con conseguente emorragia, spesso mortale. Poiché la comparsa delle varici esofagee non dà sintomi, è necessario attuare un programma di screening e sorveglianza della comparsa delle varici, in modo da attuare provvedimenti terapeutici prima che vadano incontro a rottura. Purtroppo, fino ad ora l’unico esame utilizzabile per verificare la presenza delle varici esofagee è stata l’ endoscopia digestiva superiore, che è un’indagine invasiva, e sgradita al paziente per i fastidi che provoca. Per tale motivo, sono allo studio tecniche meno invasive e fastidiose per ottenere una adeguata dimostrazione dell’eventuale presenza di varici. Lo scorso anno sono stati presentati i primi risultati ottenuti con una capsula endoscopica (Pill-cam Eso), delle dimensioni di una capsula di antibiotici, contenente due telecamere miniaturizzate, che acquisiscono immagini a tempi molto ravvicinata per circa un minuto dopo l’ingestione. Con questa tecnica è possibile visualizzare le varici esofagee, e nella maggior parte dei casi distinguerle dalle normali pieghe della mucosa esofagea. In questo momento il problema principale è legato al costo della pillola, che è molto superiore a quello di un’indagine endoscopica tradizionale, ma è sperabile che con la produzione in serie il costo possa essere ragionevolmente ridotto.
